• Avv. Federica Viotto

“Matrimonio a prima vista” celebrato in tv è valido – Confine fra realtà e reality

Aggiornato il: mar 11

Due perfetti sconosciuti sottoscrivono un contratto con una società di produzione televisiva, impegnandosi ad unirsi in matrimonio in data e location prestabiliti.


Le parti accettano di sottoporsi a test scientifici che consentono ad esperti di abbinare tre coppie e si impegnano a non abbandonare il programma e a non divulgare informazioni tramite rete internet, pena il pagamento di una penale.

Essi, però, mantengono il diritto di procedere ad una separazione consensuale entro 6 mesi dalla celebrazione, con spese a carico del programma.


Si tratta di un esperimento sociale giunto alla IV edizione e che ha sollevato l’interesse mediatico e giuridico a seguito della richiesta di una coppia partecipante di annullare il matrimonio contratto all’interno del reality.


In particolare, gli sposi, dopo la fine del reality show, hanno lamentato incompatibilità caratteriali e hanno contestato il vizio della volontà al momento della celebrazione.

Premesso che l'annullamento del matrimonio è disciplinato dagli artt. 117 ss codice civile, i ricorrenti dichiarano di aver subito violenza morale dalla casa produttrice, in quanto si sarebbero sentiti minacciati dal dover risarcire una ingente somma di denaro in caso di rifiuto a procedere alle nozze.


Sul punto, il Tribunale di Pavia, ha ritenuto che:

  • il consenso manifestato dalle parti al momento della sottoscrizione del contratto non sia viziato

  • non risulta provata la riferita pressione psicologica


La domanda, quindi, viene rigettata poiché il contratto firmato senza alcuna costrizione, come si legge in sentenza, “già evidenziava la consapevolezza e l’accettazione dei contraenti che il matrimonio sarebbe stato pienamente valido a tutti gli effetti”.



Tribunale Pavia, Sentenza 4 aprile 2019

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