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  • Avvocato Bruno Voena

L'assegnazione della casa familiare

Aggiornato il: feb 12





In caso di separazione o divorzio, qualora vi siano figli minorenni o non economicamente indipendenti, la casa familiare viene assegnata ad uno dei coniugi.





Ciò significa che viene garantito ad un coniuge, salvo diverso accordo delle parti, di continuare a vivere nel luogo ove la famiglia conduceva la propria vita prima della rottura del legame matrimoniale.


Ma a quale dei coniugi viene assegnata la casa coniugale?

Il giudice deve considerare solo il preminente interesse dei figli e, pertanto, egli solitamente assegna la casa a colui presso il quale i figli sono collocati o a quello a cui sono affidati.

In questo caso è ininfluente chi sia il proprietario dell’immobile. Anche nell’ipotesi pratica in cui la casa sia intestata al marito, se la moglie è il genitore collocatario della prole, ella e i figli avranno diritto di abitarvi.


Tuttavia, non muta il diritto di proprietà o altri diritti reali: nel caso precedente, il marito rimane esclusivo proprietario dell’immobile anche durante il periodo in cui esso viene assegnato all’ex moglie, non potendo disporre del bene per tutto il tempo in cui sia vigente il provvedimento di assegnazione.


Occorre ricordare che l’art. 337 sexies c.c.dispone che “il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l'assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio”.


Cosa accade se la coppia non ha figli?

In questo caso, nessuna norma prevede che la casa coniugale venga assegnata, neanche temporaneamente, all’uno o all’altro coniuge.


Se la casa è di proprietà di uno solo dei coniugi → l’orientamento giurisprudenziale maggioritario ritiene che proprietario, dopo la fine del suo matrimonio, rientrerà nel pieno ed esclusivo godimento dell'immobile.


Se la casa è in comproprietà → i coniugi dovranno regolare le loro posizioni come due comproprietari e, in caso di disaccordo, eventualmente ricorrere agli strumenti giuridici offerti dal diritto civile, come la procedura di divisione.

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Studio legale Maria Cristina Bruno Voena

AVVOCATO DIVORZISTA | DIRITTO DI FAMIGLIA e MINORILE dal 1989

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