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  • Avvocato Bruno Voena

È reato spiare il cellulare del coniuge?

Aggiornato il: 2 giorni fa


SI.

Sono molte le pronunce dei Tribunali e della Corte di Cassazione che si sono susseguite nel tempo per condannare la condotta di chi spia le informazioni contenute in un cellulare o si intrufola nelle chat personali di terzi.


In questi casi si parla di violazione della privacy e, più nel dettaglio, la condotta del coniuge può integrare il reato di interferenze illecite nella vita privata altrui (art. 615 bis c.p.p.) e portare ad una condanna penale da 6 mesi a 4 anni. Ciò, indipendentemente dal luogo in venga reperito il dispositivo - e anche se sottratto in un momento in cui esso era stato lasciato incustodito - o da altre cause che potrebbero, in qualche modo, agevolare la “curiosità” altrui.

A titolo esemplificativo, le condanne sono state inflitte ad un marito che aveva affermato di aver inavvertitamente urtato il pc portatile della moglie, il quale si era illuminato e aveva fatto comparire sul monitor alcune chat e ad un altro soggetto che aveva potuto visionare le e-mail della compagna grazie al fatto che quest’ultima era solita salvare la password di accesso per non doverla reinserire ogni volta.


La Suprema Corte, in alcune vicende, ha precisato che “impossessarsi del cellulare del proprio partner con il fine di “perquisirlo” per leggere i messaggi integra il delitto di cui all’art. 628 c.p.[1]”, ossia il delitto di rapina. Nel caso di specie, a nulla sono valse le difese dell’imputato secondo cui, attraverso quella condotta, non era stata raggiunta alcuna utilità pratica poiché - si legge in sentenza - "il profitto può concretarsi in qualsiasi utilità, anche solo morale”.


Salvi alcuni rarissimi casi, l’accesso furtivo ad un dispositivo o ad un profilo Skype, Whatsapp o Telegram costituisce illecito.

Rischia una condanna penale anche colui o colei che installa uno spy-software sul dispositivo del coniuge per procurarsi le prove del tradimento o carpire notizie utili da usare nel processo di separazione[2].

Non si dimentichi che è, altresì, illecito nascondere un registratore acceso in casa o nel luogo di lavoro del partner sperando di ascoltare conversazioni compromettenti.

Pertanto, nel rispetto del testo costituzionale, neppure il matrimonio consente di escludere la tutela del diritto personalissimo alla riservatezza in capo ai singoli coniugi.


[1] Cassazione penale, sentenza 11467/2015. [2] Cassazione civile sentenza 15071/2019 - Cassazione penale, Sez. Un., 28 aprile 2016, n. 26889.

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Studio legale Maria Cristina Bruno Voena

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