Assegno di mantenimento e assegno divorzile

Quando si ha diritto e come si determinano

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È importante la distinzione tra:

  • assegno di mantenimento (previsto in caso di separazione) e

  • assegno divorzile (previso in caso di divorzio).

L’assegno di mantenimento mira a mantenere, in favore del coniuge economicamente più debole, un tenore di vita il più possibile vicino a quello goduto durante il matrimonio.

La più recente giurisprudenza della Cassazione ha modificato in modo significativo le modalità di attribuzione e di quantificazione dell’assegno divorzile.

 

Si dà grande rilievo al contributo fornito dal coniuge richiedente alla formazione del patrimonio e della carriera lavorativa dell’altro, contributo che deve essere provato. In ogni caso, scompare il criterio del “mantenimento del tenore di vita”.

È già stata approvata dalla Camera la riforma dell’art. 5 della Legge sul divorzio.

Siamo in attesa dell’approvazione da parte del Senato perché entri in vigore una nuova norma sulla determinazione e quantificazione dell’assegno divorzile.

In caso di approvazione, per l’erogazione e la quantificazione dell’assegno divorzile, il giudice dovrà tenere conto:

  • dell’età e dello stato di salute del coniuge richiedente

  • del contributo fornito da entrambi i coniugi alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio personale di ciascuno

  • del patrimonio e del reddito netto di entrambi

  • dell’impegno nella cura della prole.

 

Non si fa riferimento al tenore di vita pregresso.

È prevista l’introduzione di un assegno a tempo, nel caso in cui la ridotta capacità lavorativa del coniuge richiedente sia da ritenere momentanea o, comunque, superabile.